Vai al contenuto

Programma

Stilare un programma di studio serio dipende anche dalla vostra preparazione di base. Se avete un preparazione tipo “groviera” e/o “ a macchia di leopardo” bisognerá anzitutto sistemare formaggi e leopardi. Per cui:

Verifica delle nozioni di base di Teoria
Gli intervalli, le scale, formazione degli accordi e cose del genere. Inoltre, una verifica delle vostre orecchie. Se non distinguete una 3° minore da un maggiore, o pensate che la Triade sia un uccello tropicale, dovremo lavorare “un attimino” su questi concetti.

Principi base della Tonalità e funzionamento del Sistema Tonale
I’intera musica moderna, incluso il Jazz, si basa sul Sistema Tonale e sul Sistema Temperato, che (straultrasemplificando) è quella cosa che rende possibile l’esistenza del pianoforte così come lo conosciamo oggi, ma anche di Jimi Hendrix , del Blues e della Mariana La Va in Campagna. La musica non è sempre stata “Tonale” e tanto meno “Temperata”, e a dire il vero neppure oggi, o meglio, lo è solo quella occidentale. Capirete meglio.

Regioni, dominanti secondarie e strutture subordinate
Lo so. Concetti misteriosi, ombre che si agitano nella notte e vi tolgono il sonno. In realtà, dietro a questi nomi altisonanti, trovate il modo di spiegare la presenza di tutte quelle armonie che in un brano non dovrebbero esserci, ma che a orecchio usate da sempre senza sapere perché. Una volta capito il sistema, vi si aprirà un mondo.

Il siglato
Come (forse) saprete, il siglato rappresenta le armonie tramite delle lettere e una serie di simboli convenzionali. Tuttavia l’argomento è complesso e merita uno studio approfondito che vi porterà a interpretare correttamente le sigle e/o a scriverle altrettanto correttamente, evitando poi spiegazioni tipo “è scritto così ma volevo dire cosà” o il classico “ perché stiamo suonando due none diverse?!?”

I modi
Ecco, il jazz “modale” è una particolare corrente che utilizza modi presi (impunemente) a prestito dalla ricchissima tradizione del periodo Modale. Si vuole datare l’inizio di questo modo di suonare con l’uscita di “Kind of Blue”, di Miles Davis. Di fatto si tratta di basare certe composizioni o improvvisazioni su un particolare modo o scala, come avviene per esempio in “So What”. Nulla anzi stranulla a che vedere con la magnificenza delle composizioni del periodo pre tonale, ma nel Jazz ha portato a risultati particolari.

Tipi di accordi, costruzione di accordi complessi, voicings
Sembra assurdo, ma nel sistema tonale gli accordi di base sono sei. Dopodichè avremo impalcature più o meno azzardate per ricavarne le sonorità che ci servono, tramite alterazioni, estensioni, trasformazioni e tutta una serie di disposizioni chiamate voicings, caratteristiche di uno strumento, uno stile o del singolo musicista. Per esempio, i voicings per chitarra sono diversi da quelli per piano, mentre Bill Evans e Herbie Hancock usano disposizioni diverse. E’ anche per questo che li distinguiamo.

Melodie, pattern, note di passaggio, cromatismi, note estranee e selve oscure..
L’analisi melodica è fondamentale per chi volesse trovare una logica nelle proprie improvvisazioni, di solito tutto cuore e orecchie. La comprensione di questi concetti permette anche di allargare i propri orizzonti, e di fornire a compositori e arrangiatori infinite soluzioni. A dire il vero anche infiniti problemi, ma ne vale la pena. A meno che non vi accontentiate del solito “pirulì pirulà, l’arrangiamento eccolo qua”

Improvvisazione
Ed eccoci qui. Il jazz è prima di tutto un linguaggio, con molti dialetti. Per essere dei buoni improvvisatori serve prima di tutto l’ascolto, e poi tanta passione. Poi, l’armonia aiuta a sistemare i pezzi mancanti. Per fare un paragone, potreste imparare una lingua recandovi sul posto, ma per parlare correttamente un minimo di grammatica la dovete studiare. Altrimenti si va di verbi all’infinito e via. Dovrei aver chiarito il concetto.

Arrangiamento
Ecco, qui si apre un universo. Premesse tutta una serie di nozioni di armonia, scrivere un arrangiamento comporta la conoscenza, almeno teorica, degli strumenti per i quali si scrive, e spesso anche la diretta conoscenza dei musicisti. Carlos Trumpeta arriva si e no al C alto mentre Paco Corneta si spara un Gb con arrogante indifferenza. Aho, le cose cambiano. Pare che Ravel passasse molto tempo insieme agli esecutori per capire, approfondire, valutare, imparare. Esistono poi tecniche precise per scrivere un arrangiamento “al tavolo” senza toccare un pianoforte o far partire la base midi per controllare. I drops, continuità armonica, o semplici elementi di “contrappunto” e condotta delle parti.

Di tutto e di più
Per ragioni di spazio, ho elencato solo alcuni argomenti ma naturalmente c’è molto di più. Ricordatevi che l’armonia descrive la maniera in cui gli artisti hanno “organizzato i suoni” per creare la loro musica. Stiamo parlando di migliaia di artisti e di infinite composizioni musicali, a volte passati inosservati, spesso ignorati, ma che hanno contribuito a modo loro a fare la storia. Lo studio dell’armonia serve anche ad andare oltre al banale, all’ovvio, e a scoprire piccoli tesori.